Ho visto Nina volare

Durata
3.58
Autori

Fabrizio De André, Ivano Fossati

Editore musicale

Universal Music Publishing Ricordi Srl

FAQ


Dalla mailing list su Fabrizio De André.

inviato il 7 Feb 2001 autore: SECUNDUS

Mastica e sputa. I maestri mi dicevano che fare. Ne ho avuti di veri, di improbabili, di sedicenti. Qualcuno mi ha parlato lungo sere indimenticabili, seduti in faccia al mare, con la schiena al muro del convento. L'avevo cercato, mi ha donato un dubbio, un sorriso, la conversazione schietta di chi ti accompagna per un tratto di strada e poi ti guarda da lontano, con occhi rispettosi e amore vigile. Qualcun altro, non richiesto, ha sbagliato il tempo, il luogo, le parole. Non lo avevo cercato, non mi sarei mai fidato, non mi sono fidato. Più che darmi il suo tempo, si è preso il mio, senza assenso. Gente consumata nel farsi dar retta, che non ha mai masticato nè sputato, se non sentenze. Però anche quelli ti segnano il cuore.

Intanto, vedevo Nina volare. Mio padre non ha saputo. Mia madre neppure.
Chi li indovina i pensieri di un figlio? E Nina fra le corde dell'altalena era, è stata le mille ragazze, le mille donne che hanno attraversato il silenzio dolente del mio desiderio. La loro bellezza faceva da ipostasi al sogno dell'altrove, o del "se tu fossi qui", che è lo stesso. Ho visto Nina volare nei corridoi di un liceo, in una notte di ferragosto in montagna, su una spiaggia di mare lontano; l'ho vista in qualche estate di città tedesca; nei pomeriggi del sabato lombardo fra vetrine e porfido, nelle domeniche mattinafuori da messa.

Mastica e sputa. Anche il lavoro è masticare e sputare. Rigorosa
disciplina dei giorni. Io per mestiere racconto. Al mattino. Pomeriggio e sera per trovare cosa raccontare, e come. Leggere. Ascoltare. Scrivere.
Correggere. L'anima di un insegnante è questo, è un luogo di passaggio. L'insegante riceve, mastica, ripropone. Racconta quel che sa e che va imparando. Ma sa poco, e impara soprattutto mentre insegna. Non siate severi nel giudicarlo, vive del suo povero talento, vive di grammatica e poeti perchè ama la grammatica e i poeti: in fondo, l'una consente di parlare e scrivere, gli altri di capire, gioire e soffrire senza sentirsi soli.

Intanto, Nina volava.  Mi ha insegnato che le donne, quelle vere, amano; gli uomini forse no: anche quelli migliori, più spesso desiderano o rimpiangono.
Da Penelope in poi, la letteratura conosce grandi amori femminili; quelli maschili sono più spesso in absentia, perchè non c'era Beatrice, non Laura, non Silvia. Nina, invece, alla fine l'ho avuta, è scesa dall'altalena, ha assunto la concretezza delle persone che ti respirano accanto, ti ascoltano e ti accarezzano i capelli. Mi ha dimostrato che talvolta la malinconia degli amori ricambiati è ben più profonda di quelli respinti, ma senza Nina non avrei mosso un passo, non avrei compiuto nulla, nemmeno questo confuso, contraddittorio, irrisolto percorso.

Mastica e sputa. Nelle pause, l'incanto del cinema, l'umanità del
teatro, la fervida passione plebea della tribuna di provincia, amore di campanile, freddi pomeriggi in attesa di un goal. Della mia città, che non abito, non mi resta che quello, il legame con la squadra di calcio. Il resto è di case vissute ora da chissà chi: dove stavano i  vecchi della mia famiglia, ora c'è un ufficio, uno studio, un cognome astruso. Così, se torno, l'unico luogo che non mi chiede un Requiem e in cui posso illudermi di trovare qualcuno ad attendermi, è il vecchio stadio comunale.

Ma Nina volerà sempre. In qualsiasi amore, se vissuto o vagheggiato non importa. La sua canzone di confine sarà ogni volta come un inno all'ardua bellezza della vita. Il miele che ci hai dato, ha scritto un poeta parlando a Dio o a chi per lui, era in cima ad una spada. Verissimo. Per fortuna, ho visto Nina volare.

Testo

Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera
mastica e sputa
prima che venga neve

luce luce lontana
più bassa delle stelle
quale sarà la mano
che ti accende e ti spegne

ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena
un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena

e se lo sa mio padre
dovrò cambiar paese
se mio padre lo sa
mi imbarcherò sul mare

Mastica e sputa
da una parte il miele
mastica e sputa
dall'altra la cera
mastica e sputa
prima che faccia neve

stanotte è venuta l'ombra
l'ombra che mi fa il verso
le ho mostrato il coltello
e la mia maschera di gelso

e se lo sa mio padre
mi metterò in cammino
se mio padre lo sa
mi imbarcherò lontano

mastica e sputa
da una parte la cera
mastica e sputa
dall'altra il miele
mastica e sputa prima che metta neve

ho visto Nina volare
tra le corde dell'altalena
un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena

luce luce lontana
che si accende e si spegne
quale sarà la mano
che illumina le stelle

mastica e sputa
prima che venga neve

Traduzioni
Español

HE VISTO A NINA VOLAR

Mastica y escupe
por un lado la miel
mastica y escupe
por el otro la cera
mastica y escupe
antes que llegue la nieve

luz luz lejana
más baja que las estrellas
cuál será la mano
que te enciende y te apaga

he visto a Nina volar
entre las cuerdas del columpio
un día la tomaré
como hace el viento por la espalda

y si se entera mi padre
tendré que irme del país
si mi padre se entera
me iré por el mar

Mastica y escupe
por un lado la miel
mastica y escupe
por el otro la cera
mastica y escupe
antes que caiga la nieve

esta noche ha llegado la sombra
la sombra que me toma el pelo
le he mostrado mi cuchillo
y mi máscara de moral

y si se entera mi padre
empezaré mi camino
si mi padre se entera
me iré a un sitio lejano

mastica y escupe
por un lado la miel
mastica y escupe
por el otro la cera
mastica y escupe
antes que baje la nieve

he visto a Nina volar
entre las cuerdas del columpio
un día la tomaré
como hace el viento por la espalda

luz luz lejana
que se enciende y se apaga
cuál será la mano
que alumbra las estrellas
mastica y escupe
antes que llegue la nieve


by Giacomo Falconi